Il Savignon Rosso
Il Savignon Rosso è coltivato unicamente nelle terre di Oriolo dei Fichi, terre ricche di storia e da sempre legate alla produzione di vino di qualità: documenti del XVII secolo attestano la presenza in loco di vigneti di "Marzemino, Muscatella, Sanzuvesa", precisazione di non poco conto se si tiene presente che all'epoca era già difficile trovare negli archivi inventari distinzione fra uve bianche e uve nere.
La storia del Savignon Rosso è certamente più recente, ma non per questo meno interessante.
La più vecchia etichetta rintracciata riferibile a vino prodotto da uve Centesimino è di metà degli anni '60: l'aggiunto agronomo delle Opere Pie Raggruppate Paolo Visani propose di imbottigliare perte della produzione e fece realizzare dalle Litografie Artistiche di Faenza l'etichetta che riporta l'indicazione "SAUVIGNON – vino rosso di Faenza".
Sembra che i vigneti di Savignon Rosso messi a dimora nei pressi di Oriolo a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70, derivassero da impianti precedenti, a loro volta derivati da materiale preso dal podere Terbato, di proprietà del signor Pietro Pianori, detto Centesimino.
Alcune fonti riportano che le marze utilizzate per allestire l'impianto del podere Torbato derivassero da una pianta presente in un giardino all'interno delle mura di Faenza. È possibile dunque che questa pianta fosse scampata alla fillossera.
